Evanescence, Lindsay Lohan, Gilmore Girls, Buffy, Sarah Michelle Gellar, Nicole Kidman, Cinema, Musica, stare con gli amici,
giocare a pallavolo, ridere e scherzare, my Teddy Bear etc...
Hate
I ritardatari, le bugie, i saccenti, il mare e la sabbia, il caldo, gli insulti gratuiti, i pettegolezzi etc...
Music
Evanescence, Lindsay Lohan, Christina, Jennifer, Jennifer Lopez, Colonne sonore (The craft, Moulin Rouge, Return to Oz), Michael Jackson e tanto altro...
Movies and TV
Buffy, Gilmore Girls, Ghost Whisperer, CSI: MIAMI, Cruel Intentions, Harry Potter, Shrek, Ragazze interrotte, Moulin Rouge, Giovani Streghe, Mean Girls, Amiche cattive, White Oleander, Mary Poppins, La Sirenetta, Alice nel paese delle meraviglie, La bella addormentata nel bosco, Tutti insieme appassionatamente, Vanity Fair, Scream...e potrei continuare per ore ed ore.
...5 anni dall'ultima volta che i tuoi occhi mi hanno guardato, 5 anni dall'ultima volta che la tua voce ha sussurrato il mio nome.5 anni trascorsi ed il mio cuore non ha mai smesso di sanguinare...per te.
...e sono quattro anni.Quattro anni da quando non ci sei più.Non so cosa dire, cosa aggiungere.Il silenzio fa più male di mille parole.Mi manchi.Mi viene solo in mente una piccola frase, una citazione:
It hurts so much. Everyday, it's like this giant hole, and it's not getting better.
Pochi giorni fa avevo detto di non aver voglia di scrivere, di non aver molto da dire, di non aver tempo.
Invece mi ritrovo qui.Di nuovo.Perchè questa fottuta vita non mi lascia andare, perchè continua a piovere sulla mia testa, perchè il dolore non ha mai fine.
Stamattina alle 5.00 è morto mio nonno.Un altro pezzo di me, della mia famiglia, un altro pezzo di mio padre se n'è andato.Il mio nonno, così forte, così solare, così allegro...si è spento.Da solo, in una stanza di ospedale.Nell'unico modo in cui non avrebbe voluto andarsene.Senza salutare nessuno, nella sofferenza e nella solitudine.
Vorrei scrivere qualcosa su di lui, vorrei ricordarlo in qualche modo su questa pagina.Ma c'è solo silenzio.Solo pioggia, dolore e silenzio.Nient'altro.
Credo sia piuttosto chiaro che non ho più tempo per il blog.
Non ho tempo per scrivere, per mettermi davanti al pc e sfogarmi.Il poco tempo libero che ho lo dedico agli amici, alle persone che amo.E non è mai sufficente.E' un lavoro dinamico, impegnativo, a volte divertente...ma senza respiro, pressante e procede tutto con ritmi serrati.Forse tra una settima mi spostano di sede per un paio di mesi, visto che ormai sono indipedente dovrò gestire uno show room interamente da solo per coprire una mia collega che si è licenziata.Anche se si tratta di una fase di passaggio, una responsabilità che mi hanno assegnato visti gli ottimi risultati ottenuti in questi tre mesi di lavoro.Come sempre dovrei sentirmi onorato ed orgoglioso.Non lo sono per niente, ma non ne facciamo una questione di stato: è la prassi, mi sarei stupito del contrario.
Se non altro sto instaurando un ottimo rapporto con molti colleghi, usciamo insieme e ci divertiamo parecchio.Ho fatto diverse nuove amicizie e, se non fossi così dannatamente malato, potrei dire che, lavorativamente, ho una situazione ottima e felice.Ma sappiamo tutti che non è così per come vedo le cose io e per come, purtroppo, le percepisco.
Anyway...queste 4 righe per salutare tutti quelli che ancora passano di qui trovando la desolazione ed il silenzio.E per salutare il mio blog.Non lo chiudo perchè mi piace tornare a leggere tutto quando ho 5 minuti...ma non credo che verrà aggiornato.Comunque non verrà aggiornato spesso.Insomma...quando la voglia arriva ed il tempo mi assiste, tornerò qui.
Lavorando come un mulo non mi ero neppure reso conto che la data di uscita di THE RETURN fosse stata annunciata e fissata.
Grazie ad un cartellone pubblicitario incontrato sulla strada per andare al lavoro ho scoperto la bella notizia.
Uhn film ormai "datato" finalmente arriva anche nel nostro paese.
Vista la stanchezza non sono riuscito ad andare alla prima, ma stasera ho organizzato tutto per bene e siamo riusciti ad andare al cinema.
Una sala mezza vuota, ricca però di noiosi, rumorosi, odiosi coatti da prendere a calci sulle gengive, non hanno certo contribuito a creare l'atmosfera giusta.
Durante la prima mezz'ora non ho fatto altro che lamentarmi ed inviperirmi.
Poi sono riuscito a concentrarmi sul film.
C''è da dire che su internet e sui giornali ho letto recensioni pessime e non mi aspettavo quindi un bel film.
Ma c'è Sarah, nessuna critica avrebbe potuto fermarmi.
Anche la scarsa e confusionaria pubblicità al film è stata fatale: la maggiorparte della gente in sala credeva di guardare un horror stile the grudge e non un thriller psicologico contornato di elementi onirici e surreali.
Perchè di Thriller si tratta.
La giusta suspence arricchita con colpi di scena ed azione, ritmi a volte lenti a volte psichedelici, un misto di generi che supportano una trama un pochino scarna e poco dettagliata, ammettiamolo, ma che porta ad un finale rivelatore che mette in luce quello che durante tutto il film resta confuso.
Mi è piaciuta la regia, le inquadrature studiate e particolari, i filtri usati per dare alle scene un aspetto tetro e freddo, spesso degradante e desolante.
Belle anche le ambientazioni secondo me.Un Texas lontano dal paradiso afoso a cui siamo abituati, ma quasi glaciale.
Sarah rimane un pò sottotono purtroppo, nonostante dia sempre il meglio di se nella parte della ragazza tormentata, in questo film non riesce a decollare come saprebbe fare.
Sa fare di meglio ed i veri fan lo sanno, forse il regista non è riuscito a sfruttare tutte le sue capacità.
Non è male, intendiamoci, ma resta su un livello mediocre se prendiamo in analisi le sue altre interpretazioni.
Alla fine del film erano quasi tutti delusi ed amareggiati, ovviamente perchè non avevano trovato l'horror splatteroso che credevano di trovare, ma io sono rimasto soddisfatto.
Non mi è dispiaciuto per niente, me lo sono goduto, l'ho assaporato per bene e vedere la mia Sarah in azione è sempre un piacere per gli occhi.
Lo consiglierei solo ai fan del genere ed agli amanti di Sarah ovviamente, ma tra tutte le cazzatone italiane che girano nelle sale meglio spendere 7€ per questo THE RETURN.
Oggi al lavoro si parlava di maschere.Maschere che siamo costretti ad indossare per non soffire, per difenderci, per far felici gli altri o semplicemente per far felici noi stessi, o meglio per illuderci di essere felici.
E sono rimasto quasi piacevolmente stupito da come una persona conosciuta poco più di un mese fa abbia cominciato a capirmi.Solo lei, tra tutti.
Proprio oggi volevo illudermi di essere felice, di aver trovato un certo equilibrio, volevo indossare l'ennesima maschera per camuffarmi di nuovo.
Da persona normale, stabile, allegra, contenta.Ma come ogni anno arriva la solita tristezza che nel giorno del mio compleanno sembra intensificarsi.
Giuro che voglio essere felice, vorrei costringermi a sorridere almeno durante questa festa.Ma le lacrime ed il dolore sono puntuali, mi aspettano sempre.
E non posso cancellarli, e non posso ignorarli, e non voglio ascoltarli.Ma non c'è felicità per questo anniversario, solo il desiderio che questi siano i miei ultimi anni compiuti e che domani la notte mi strappi di dosso la vita come il buio porta via la luce dal cielo.
Tanti auguri Posh.
In ritardo imbarazzante, lo so.Meglio tardi che mai dopotutto.Auguri a tutti, buon Natale e felice anno nuovo.
Ho trascorso queste feste in compagnia, ma sono passate come giornate ordinarie, prive di significati particolari.In passato non vedevo l'ora di fuggire dal pranzo di Natale per rifugiarmi negli abbracci degli amici.Quest'anno le uniche persone che sono riuscite a darmi calore ed affetto sono stati proprio i miei parenti.Non avrei mai creduto di arrivare a dire una frase simile.Ma è stato così.A parte questo piccolo particolare il resto mi è scivolato addosso...un Santo Stefano di delusioni e litigi con i miei amici ed una tristezza che non finisce mai.Se non altro il mio nuovo lavoro mi da soddisfazioni, mi diverte e non mi pesa.Sono quasi felice di alzarmi la mattina.Ma non durerà molto.Purtroppo quando guardo al futuro vedo ancora il nulla e la voglia di sparire nel nulla è sempre forte.Ho portato un pò di felicità ad alcune persone con delle piccole sorprese a Natale.Una persona in particolare mi ha detto piangendo:"La magia del Natale esiste".
Forse perchè il Natale è ancora la mia festa preferita e quindi mi illudo ogni anno di riuscire a stare meglio.Come un bambino ingenuo ho atteso anche io la mia magia.Ma non è mai arrivata
Sto per avventurarmi in un progetto che spero di portare a termine.
Accantonate le mie vicende quotidiane ed i miei problemi, sto per scrivere una trilogia.
Breve ovviamente, nel limite del possibile.Racconterò su queste pagine la vita dei miei tre cuccioli.Tre capitoli per tre storie completamente diverse tra di loro.
Spero che la lettura possa essere piacevole per molti.Se così non fosse poco importa: sono storie che devono essere raccontate.
CAPITOLO PRIMO: BUNNY.
Giugno 1996, la mia bisnonna era morta da poco ed aveva un gattino decisamente turbolento che le teneva compagnia.
Io avevo un rapporto stupendo con la mia bisnonna e Gigio, il micio in questione.
La mia bisnonna una seconda mamma per me, posso dirlo senza problemi: ci teneva con lei dopo scuola, cucinava per noi, era la donna più buona del mondo, sempre pronta a farci giocare e ridere.
Ho vissuto con lei i momenti più felici della mia infanzia.La sua morte mi distrusse psicologicamente...ed avevo solo 13 anni.
Dopo i funerali il notaio ed i miei parenti provvedettero a dividere i suoi tanti averi.
Nessuno però era intenzionato a volere il gatto.Denominato "mostro" per via del suo carattere scontroso ed aggressivo.
Solo con me e mia nonna era sempre buono e docile.
Mia nonna non lo avevo messo sul testamento ne tantomento lo aveva detto a nessuno, ma sembrava proprio che il gatto fosse destinato ad essere il suo ultimo regalo per me.
Ero felicissimo di averlo nella mia stanza, sul mio letto a tenermi compagnia la sera pensando a nonna.
Nel mese di Luglio ci trasferimmo nella nostra casa in campagna per terminare le vacanze e fummo costretti a portare Gigio con noi.
Campi sconfinati in cui giocare e tanti topini e lucertole da cacciare: era felicissimo.
La sera tornava di sua spontanea voltontà in casa e dormiva con me.Un'estate bellissima insieme nonostante la tristezza della scomparsa di nonna fosse sempre viva e presente.
Arrivò settembre e con lui l'inizio della scuola.
Eravamo pieni di pacchi e valigie e non potevamo portare Gigio con noi lo stesso giorno della partenza.
Decidemmo di chiuderlo in casa con tanto cibo e di tornare la mattina seguente a prenderlo.
La notte senza di lui fu triste e desolante, la ricordo come se fosse ieri.
La mattina dopo, con una morsa ghiacciata allo stomaco, tornammo a prenderlo.
Era scappato da una finestra rotta...o cercai urlando per tutto il terreno della nostra proprietà, per ore.
Alla fine mi chiamò una vicina.
"Stai cercando il tuo gatto?" mi sentii morire."Si, si..." risposi quasi senza fiato.
"Era grigio e bianco per caso?" la morsa si strinse."Si, con un collarino rosso", dissi.
"Non so come dirtelo...mi dispiace....questa mattina ha scavalcato il recinto ed è venuto nel nostro giardino.I miei cani lo hanno assalito, ho cercato di aiutarlo, di dividerli...ma dopo qualche minuto era morto poverino".
Ricordo di essere caduto a terra piangendo.Poi il buio.
Sarebbero bastate poche ore e lo avrei trovato vivo ad aspettarmi.Se avessi dormito meno lo avrei potuto salvare.
Con lui morì un altro pezzo di mia nonna.
Dicembre 1996, la casa calda e piena di addobbi natalizi, niente scuola per via delle vacanze.
Dormivo tranquillo e beato nel letto, sotto 4 coperte.Mia sorella e mio padre rientrarono in casa verso le 11.00 cercando di svegliarmi.
Risposi male come al mio solito.Appena sveglio non sono mai stato molto socievole.
Mio sorella si infuriò come una belva e mi infilò nel letto un fagottino peloso.
Nei 5 minuti che mi ci vollero per capire cosa diamine fosse quel coso piccolo e morbido, saltai fuori dalle coperte dopo aver ricevuto una graffiata tremenda da una piccola zampina tigrata.
Era Bunny.
20 centimetri di peli, occhi blu mare ( che con il tempo divennero verdi, come i miei) ed un nasino rosa da farti venire il diabete per la sua dolcezza.
La sua entrata nella mia vita determinò quello che sarebbe stato il suo carattere fino ad oggi.
I primi giorni non furono una passeggiata.Si nascondeva sotto i letti per fare gli agguati a tutti, scalava l'albero di natale come se fosse un free climber sull'Everest, si metteva a dormire con il sedere in faccia a Gesù bambino nel presepe e aveva scambiato i poster della mia camera per corteccia su cui farsi le unghie.
Più combinava disastri più lo amavo.
Qualche giorno dopo il suo arrivo il veterinario ci diede una lieta novella: Bunny era in fin di vita, un'otite mortale per i gatti lo stava annientando.
Se fosse rimasto nel negozio dove era stato comprato anche solo qualche giorno sarebbe morto.In pratica se mia sorella e mio padre non lo avessero comprato, il negoziante lo avrebbe trovato morto nella gabbietta.
Un segno del destino?Bunny era in realtà un regalo fatto per alleviare il dolore dopo la perdita di Gigio.Ma salvarlo da morte certa mi fece capire che forse anche lui era un destinato ad entrare nella mia vita.
Si riprese benissimo dall'otite, curata da me con impacchi, creme, pulizie auricolari e sciroppini.
Potrei raccontare milioni di cose su di lui.
L'ho sempre considerato il mio migliore amico.Quando sono triste è sempre lì a strusciarmi il musino sulla faccia, parlo con lui e lui mi guarda attento come se capisse realmente ciò che dico.Ha sempre dormito con me condividendo letto e coperte.
A cena mangiamo quasi sempre insieme, si siede sulle mie ginocchia e ci spartiamo il cibo del mio piatto.
Fa il dolce con le persone che amo e lo "stronzo" con quelli che sopporto poco.
Negli anni è diventato come me.Oppure sono io ad aver assimilato le sue caratteristiche.
E' volubile, scontroso, irascibile, pigro e se la tira.E' dolce quando vuole qualcosa e non perdona mai nulla.
Io lo amo e non sono esagerato quando lo dico.E' sicuramente la cosa, anche se potrei definirlo persona, a cui tengo di più.
A volte anche più di persone reali presenti nella mia vita.
Gli infarti avuti quando è scappato non posso dimenticarli.Quando tornò dopo ore a casa tutto sporco e tumefatto ho temuto di perderlo.E volevo morire.
Quest'anno Bunny compie 11 anni.Per essere precisi lo scorso novembre ha spento le sue 11 candeline.
So quanto vivono i gatti e so che arriverà il giorno in cui dovremmo salutarci, ma spero davvero che sia io il primo a dover dire addio.
Perchè Bunny è la mia vita e senza lui nulla avrebbe senso.
Ti adoro pulcino mio.
(In memoria della mia amata bisnonna, Dolcissima Biedanelli e di Gigio.Non vi dimenticherò mai.)
Manco dal blog da secoli ormai.Sono stato risucchiato in un vortice senza fine di emozioni contrastanti, impegni e, sopratutto, la voglia di scrivere ed esternare è ai minimi storici.Belli i tempi in cui correvo qui a scrivere anche le cazzate più inutili.
Non so cosa scrivere onestamente...ho il pc pieno di documenti di testo scritti per il blog e mai pubblicati, tante idee, tante cose da raccontare ma nessuna voglia di condividerle.Lascio in questo post uno degli ultimi sfoghi scritti a notte fonda.Forse quello a cui mi sento più vicino in questo momento.Se dovessi anche solo cominciare a descrivere quello che provo mi verrebbe un'emicrania letale, quindi lasciamo stare.
----
Stanco e provato dal troppo dolore mi sono rivolto al mio medico per un aiuto.Ho appeso la bandiera bianca fuori dalla finestra ed ho aggrappato l'unica mano tesa pronta ad aiutarmi a non affogare.
Una pasticca al giorno, dieci MG.E quando le cose cominciavano ad andare meglio il mio corpo e la mia mente si sono abituati al farmaco.
Il dolore, soffocato, ha trovato il suo modo per tornare a galla.Si è insinuato dentro ogni mia fibra e con la sua morsa mi ha riportato in fondo.
Altro giro, altra corsa.Una pasticca e mezzo da 20 MG al giorno.
Non sarà questo ad aiutarmi, non sarà la soluzione.C'è troppo dentro di me, nella mia vita, nel mio passato per essere sedato da una piccola pastiglia.
Ma per ora va bene.Per ora questi piccoli momenti di tranquillità, le crisi che sento arrivare e che si bloccano come per magia sono oro colato.
Perchè non riesco ad andare avanti così, non posso davvero contare più sulle mie forze che sento esaurirsi giorno dopo giorno.
Il lavoro ancora non arriva, molte proposte si ma nessuna che valga la pena di essere presa in considerazione.
Ho lasciato pallavolo per i troppi casini, sto andando in piscina come consigliato dal medico lo scorso anno.
Sto cercando di trovare un equilibrio, una sana attività fisica, pasti bilanciati per sentirmi di nuovo in forma.
Ma per quanto il mio fisico possa essere tonico e sano il mio cervello è malato.
Lo so io e se ne stanno accorgendo anche gli altri piano piano.
E dovrei cercare di sanare quello prima di altre cose.Ma so che è impossibile.
Quindi per ora mi costringo a vivere questa esistenza di compromessi, fingendo che esista un equilibrio dove in realtà continuano ad esserci solo ed esclusivamente tenebre.
----
Dai meandri delle cartelle del pc è emersa di nuovo una canzone che non ascoltavo da secoli.Il testo di per se non rispecchia molto la mia vita ma ci sono alcune frasi che mi sono sempre piaciute e che sono adatte a questo momento...visto il periodo di magra le lascio alla fine di questo intervento senza apparente motivo...per condividerle con chiunque passi a leggere.
I was born a fighter I was born on a rainy day I had my share of pain
Loneliness has filled my soul
And it creeps inside and takes control And I don’t know how to begin Giving up on everything!